mercoledì 26 novembre 2008

Dr. Jekyll and Mr. Hyde


Siamo davvero noi stessi? Ognuno di noi è -uno nessuno e centomila-; siamo noi stessi in diversi contesti, casa; lavoro; palestra, uscite con amici. Ognuna di queste volte siamo noi stessi, anche se i nostri comportamenti cambiano; cambia l'atteggiamento, cambia il modo di parlare. Allora mentiamo?recitiamo?No per niente; mettiamo in luce la parte più consona al momento. Siamo persona che si chiedono cosa la società vuole da noi. Anche le persone che ai nostri occhi appaiono insolite, strane o altro, non fanno altro che omologarsi e a comportarsi così come il loro gruppo impone. Ma siamo sicuri di essere totalmente noi stessi? Ogni atteggiamento che adottiamo, ogni maschera che indossiamo è una parte di noi, non a caso, ho usato la parola maschera, perché questo facciamo, indossiamo 1, 10, 100, 1000 maschere nella nostra vita, ma non siamo noi stessi realmente in nessuna di esse, o forse si? E' proprio questo il punto, l'impossibilità della verità, non c'è vero o falso, non c'è bene o male, c'è il punto di vista con cui si identificano le cose. Agiamo in modo incondizionato e inconsapevole, c'è sempre nascosta una parte della verità, o della menzogna, se me la concedete.
Ho chiamato questo post Dr.
Jekyll and Mr. Hyde, perché credo che mostri bene la dualità dell'uomo (oltretutto la dualità è del diavolo se ci pensiamo), il dr. jekyll, razionale; buono; direi quasi pulito; controllato. Mr. Hyde, impulsivo; cattivo; sporco dentro; che libera i propri impulsi. Ma quale dei 2 è quello vero? entrambi, non è quello buono ne quello cattivo, fanno parte dello stesso essere, ora chi è però più reale tra i due? chi è che si è tolto la maschera per poter urlare in faccia al mondo: "Io vivo veramente, come si dovrebbe!", credo il secondo dei 2, la parte cattiva, ma poi cattiva per chi? Agisce liberamente, senza condizionamenti della società, senza vergogna e pudore alcuno.
Da oggi fate uno sforzo, pensate ogni qual volta che vi trovate in un contesto sociale, e cioè sempre, provate a pensare a quello che vorreste fare veramente, e il
perché non lo fate, pensate a come vorreste spaccare la testa a quei clienti che mettono tutto in disordine, o a come vorreste fare qualsiasi altra cosa; e chiedetevi perché non la fate, perché utilizziamo la parola: "non è etico"; pensiamo a tutte le azioni autonome che facciamo senza accorgercene, e capiremo che anche la persona che si ritene fuori dalla società è condizionato dalla stessa società per il suo comportamento.

3 commenti:

Milena ha detto...

Ancora una volta mi ritrovo tantissimo in quello che scrivi...
Quasi quotidianamente mi chiedo se nei rapporti con gli altri sono a pieno me stessa e la risposta, quasi sempre è che non sono al cento per cento me stessa; anzi, a volte in base alla situazione in cui mi trovo, cerco di essere migliore e persino peggiore di come sono in relatà..
Non me ne faccio un dilemma, perchè alla fine penso che io non sono una sola entità, in me sono custoditi tanti aspetti di me (scusa il gioco di parole)..
L'unico rimprovero che mi faccio però è che a volte dovrei essere più sincera e spontanea (ecco questa forse è una cosa che un pò mi manca)..
Cmq ancora una volta, grazie per questi post interessantissimi..
ciauuuuuuuuuuuuuuuuuu

Sarah : ) ha detto...

La via non va coe vui..illibeo arbirtio non esste... non puo seglier libeamente cosa fare...
sei sempe condizionato ..dalla società...quelli che hanno coraggio, che si alzano incuranti del giudizio e guardano avanti e camminano contro vento..quelli so rivoluzionari....

Anonimo ha detto...

Ahi tocchi un mio tasto dolente...Questo libro è quello che mi ha sempre intrigato è un pò come il caos.
Io sono un individuo, qualcosa di non iscindibile, e mi definisco tale per differenziarmi dalle cose e dagli animali, ma anche per connotarmi come qualcoa di unico e che nessuno può frammentare.
Noi abbiamo un vitale bisogno di questo equilibrio.
La staticità, come l'ordine per noi è vita perchè se il modno è genreato e vive grazia a una legge di causa/effetto, allora le sue regole, teoremi e postulati li imperiamo e sappiamo darci tutte le risposte...o almeno così ci illudiamo che sia.
Però poi se parliamo con quacuno non siamo più solo individuo...siamo un individuo che si relazione con un altro individuo, siamo persone.
Persona, significa maschera, e sai come diceva O.Wilde?
"Gli uomini mentono sempre, ma date loro una mascera e saranno sinceri"..o qualcosa simile...
Noi fingiamo, ma finzione non significa menzogna come ci hanno insegnato ma rappresentazione.
La rappresentazione è quella che ci serve per vivere anzi per sopravvivere in questo mondo tanto cangiante anche noi ne abbiamo bisogno.
Penso che le persone sono dei diamanti colpiti da un raggio di luce, rivelano mile e mille sfaccettature...
Noi siamo diamanti...però come sono poetica...Non è vero sasy?MARTY