Niente più scuole, non si dovrà più studiare, si saprà tutto praticamente in un niente. Avanzamento tecnologico ai massimi livelli, visto che ognuno potrà attingere ai più disparati campi di studio per trovare una soluzione. In ogni caso sembra che tutto vada per il meglio no? Insomma come staranno le cose? Civiltà utopica, tutti sanno tutto, niente più bisogno di lavorare, in sintesi una civiltà simile a quella di Silver surfer nelle sue origini, scritto da Stan Lee. Nel mondo di Silver non c'è più voglia di esplorare si è persa la voglia di andare oltre.
Secondo me il vero problema della conoscenza "totale" sarebbe, quasi andasse contro a ciò, l'impoverimento del cervello, la carestia del pensare, del sognare, si perderebbe anche la voglia della conoscenza, potendo accedere a questa troppo facilmente.
Normale non volere una cosa a cui si può accedere facilmente, mentre ciò che è proibito, difficile ci alletta, ricordatevi semplicemente Adamo ed Eva e la mela (neanche a farlo apposta la mela rappresenta anche in quel caso la conoscenza).
Il bello dei libri, dell'arte, della cultura in totale, è proprio il godimento che se ne riceve una volta capito ciò che stavamo studiando.
Il poter accedere facilmente a tutte le informazioni limiterebbe, se non lo annullerebbe del tutto, il godimento del raggiungimento massimo della conoscenza di una determinata cosa. Cosa più bella di tutte è che una volta che si raggiunge il massimo di conoscenza di una materia, questa materia non è stata scoperta totalmente, si evolve, cambia, diventa altro, porta altre domande, diventa altre materie, ricopre altri ruoli.
L'atomo ai tempi dei greci era una teoria elaborata dalla filosofia, oggi? Oggi fa parte della scienza. La scienza del periodo illuminista ha cercato di separarsi dalla sua sfera personale, per divenire qualcosa di più del semplice sentimento, o di come la singolarità percepisce, per guardare la collettività, o meglio, l'universalità dei processi. Era un passaggio obbligato, oggi invece la scienza sempre più tende a rientrare in quel campo "privato", nelle percezioni proprie di ognuno di noi, cerca di congiungere filosofia e materie umanistiche implementando i loro ragionamenti e applicandoli ai meccanismi della natura.
Sono uscito fuori discorso ma era importante precisare molte di queste cose.