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giovedì 25 giugno 2009

Mi è venuto in mente tanto tempo fà

Pensavo... Mi chiedevo se in un futuro prossimo, quasi sicuramente, ci si potrà caricare in testa dati alla mò di Matrix. Insomma collegare elettrodi al cervello e far si che si inseriscano nella nostra mente dati. Immaginate le conseguenze.
Niente più scuole, non si dovrà più studiare, si saprà tutto praticamente in un niente. Avanzamento tecnologico ai massimi livelli, visto che ognuno potrà attingere ai più disparati campi di studio per trovare una soluzione. In ogni caso sembra che tutto vada per il meglio no? Insomma come staranno le cose? Civiltà utopica, tutti sanno tutto, niente più bisogno di lavorare, in sintesi una civiltà simile a quella di Silver surfer nelle sue origini, scritto da Stan Lee. Nel mondo di Silver non c'è più voglia di esplorare si è persa la voglia di andare oltre.
Secondo me il vero problema della conoscenza "totale" sarebbe, quasi andasse contro a ciò, l'impoverimento del cervello, la carestia del pensare, del sognare, si perderebbe anche la voglia della conoscenza, potendo accedere a questa troppo facilmente.
Normale non volere una cosa a cui si può accedere facilmente, mentre ciò che è proibito, difficile ci alletta, ricordatevi semplicemente Adamo ed Eva e la mela (neanche a farlo apposta la mela rappresenta anche in quel caso la conoscenza).
Il bello dei libri, dell'arte, della cultura in totale, è proprio il godimento che se ne riceve una volta capito ciò che stavamo studiando.
Il poter accedere facilmente a tutte le informazioni limiterebbe, se non lo annullerebbe del tutto, il godimento del raggiungimento massimo della conoscenza di una determinata cosa. Cosa più bella di tutte è che una volta che si raggiunge il massimo di conoscenza di una materia, questa materia non è stata scoperta totalmente, si evolve, cambia, diventa altro, porta altre domande, diventa altre materie, ricopre altri ruoli.
L'atomo ai tempi dei greci era una teoria elaborata dalla filosofia, oggi? Oggi fa parte della scienza. La scienza del periodo illuminista ha cercato di separarsi dalla sua sfera personale, per divenire qualcosa di più del semplice sentimento, o di come la singolarità percepisce, per guardare la collettività, o meglio, l'universalità dei processi. Era un passaggio obbligato, oggi invece la scienza sempre più tende a rientrare in quel campo "privato", nelle percezioni proprie di ognuno di noi, cerca di congiungere filosofia e materie umanistiche implementando i loro ragionamenti e applicandoli ai meccanismi della natura.
Sono uscito fuori discorso ma era importante precisare molte di queste cose.

martedì 23 giugno 2009

Esami


Mi dispiace non postare frequentemente, però gli esami bloccano completamente il mio cervello. In ogni caso ho trovato che gli esami più difficili sono una cazzata! Quelli che dovrebbero essere una stupidata, beh per la repressione esercitata dalla loro materia i professori si castrano da soli e agli esami chiedono cose che non stanno ne in cielo ne in terra.
Oggi ho fatto l'esame di Legislazione dei beni culturali e lasciatemi gongolare ho preso 30 con lode. Mai come questa volta voglio dirlo!

sabato 28 febbraio 2009

Finito!


Finalmente ho finito gli esami! E nel migliore dei modi!
E' stato, credo, uno degli esami più belli che abbia mai fatto, nonostante la difficoltà dell'esame in
sé.
L'esame era di estetica musicale.
La prima domanda era sulla concezione della musica nell'antica Grecia, Platone, Aristotele, i pitagorici,
Aristosseno etc etc.
Poi mentre stava per farmi una domanda sul Dr.
Faustus, le faccio io una domanda:
Secondo lei la relativa storia recente della musica, e la sua difficoltà nell'apprendere e nella fruizione della stessa non l'hanno preservata fino ad oggi con l'invenzione del computer, in cui chiunque anche senza avere un minimo di conoscenza musicale possa comporre musica?
Ne scaturisce una discussione sulla musica, sulla pittura e sull'arte in genere, con richiami filosofici.
Da come la vedo io, alla Prof. piaceva di come si era girata l'interrogazione, e voleva sapere come la pensavo su determinati argomenti, anche se non riguardavano prettamente la musica.
L'ultima domanda che mi ha fatto, quando poi siamo ritornati sull'argomento Dr.
Faustus di Thomas Mann, credo mi rimarrà in mente per molto tempo:
Secondo lei
Adrian Leverkuhn è stato un buon cristiano?
Le dò la mia risposta, la guardo, e dal suo sguardo intuisco che era la risposta che segretamente desiderava ricevere.
E mi risponde:
La sua risposta è alquanto ardita sul piano teologico, e cattolico, ma mi trova pienamente d'accordo!
Successivamente mi
fa i complimenti per il mio essere critico verso le cose e la mia esposizione delle mie ragioni e teorie.
Risultato un bel 30 e lode!
Permettetemelo ma di questo giudizio voglio proprio gongolarmi!

venerdì 20 febbraio 2009

Fuck it!

Informatica è andato! Oramai la meta delle vacanze mi si avvicina sempre di più! Non ce la faccio più a leggere e studiare. Lo so molti di voi si troveranno nelle stesse condizioni, ma credetemi essere costretto a leggere libri di antropologia, informatica, estetica e storia medievale tutti uno dietro l'altro argomenti così disparati toglie il respiro. Ti fa pensare molto, e sopra tutto ti fa pensare una cosa:
"Ma
perché cazzo non si facevano i fatti loro tutte queste persone? Dovevano per forza scrivere tutte ste cose?"
E mentre scrivo queste cose dico a me stesso che anche io ora
sto scrivendo cose che forse qualcuno leggerà, che anche io ho scritto cose che forse qualcuno ha letto, magari contro voglia per vedere se arrivavo ad una conclusione e scoprendo che questa conclusione poi non c'era.
Almeno io, a differenza degli altri
so dire:
"Scusate per quello che scrivo".

martedì 17 febbraio 2009

Che palle


Iniziare a studiare per un'esame nuovo dopo aver appena finito un'altro mi mette una disperazione. Il dover ricominciare totalmente da 0 su un nuovo argomento, su una nuova materia mi distrugge psicologicamente. Credetemi mi stò deprimendo e mi viene sempre più voglia di rinunciare a tutto. Di lasciare perdere tutto che tanto non sarà questo a dare un giudizio completo su di me, e neanche me ne importa il giudizio di chi mi giudica su questa cosa. Ho voglia di qualcosa di nuovo. Mi sono annoiato, mi stà intristendo.

lunedì 2 febbraio 2009

Ma perchè?

Stò leggeno questo romanzo qui sopra, beh devo dire che, come si dice? Cioè pensieri e poche parole, cioè............
Sinceramente? Molto pesante. Poi ne parlerò meglio, sempre se ne avrò ancora la forza.

martedì 27 gennaio 2009

Studenti Universitari


Mi sono ripromesso di scrivere questo post. E lo farò anche se non come avevo preventivato, sarà un post veloce e andrò subito al punto.
Odio quegli individui, gli studenti in particolar modo, che hanno l'aria di sapere tutto, quelli che dopo aver letto un libro in cui gli dice come pensare su un dato argomento, riferiscono in un dialogo pari pari le parole del libro, senza capirlo veramente, i più, o altri senza chiedersi se è giusto ciò che hanno letto. In pratica mi infastidisce chi non fa evolvere ciò che ha letto/studiato/sentito.
Sono quei tipi che leggono, credono che tutto ciò racchiuso nel libro sia la verità, l' unica verità e la rivelano ai più, non importandosene se qualcuno può avere da ridire, e nel momento in cui gli tocca leggere successivamente un'altro libro che smentisce ciò che è stato detto nel primo libro, rinnegano tutto ciò che c'era nel primo libro e danno per vero ciò che hanno letto nell'ultimo libro. Non fanno un pensiero loro, e a me la gente che non pensa dà fastidio. Non so se sono stato chiaro, non m'interessa, l'importante è, che anche se non capite, facciate evolvere il pensiero per qualsiasi cosa.

lunedì 26 gennaio 2009

Colpa del corpo

Il corpo non ne può più, ma lo spirito è ancora ardente della fiamma della conoscenza.
Ho tanto a cui pensare. Ho tanto da leggere. Ho tanto da dover capire, e tanto ancora da evolvere da semplice pensiero altrui, e quindi far mio in qualcosa di nuovo.
Voglio, appena posso in questi giorni, dire quello che penso, ciò che volente o nolente faccio sempre, verso certi tipi di studenti universitari che a me non vanno proprio a genio. Lascio qui l'appunto con paura che possa dimenticarmene. Spero solo di scriverlo questo post, e non passarci sù e scrivere su altre cose.

venerdì 16 gennaio 2009

Giustizia è fatta


Digione 1951, un gruppo di preti si accanisce sull'effige di Babbo natale sul sagrato della chiesa, sotto lo sguardo innocente dei bambini. La cronaca si accanisce sull'accaduto. La chiesa da parte sua indica la figura di Babbo natale, figura pagana, come oggetto fuorviante del vero oggetto di attenzione del Natale, la nascita del Cristo. Il giorno seguente Babbo natale risorge nella piazza dinanzi il municipio. Si cominciano ad invertire le parti, in cui la chiesa si schiera dalla parte della razionalità, indicando Babbo natale come figura inesistente, mentre invece gli anticlericali si schierano dalla parte di Babbo natale, indicandolo come figura innocente dei ricordi infantili.
Da questo evento l'antropologo Lévi-Strauss comincia la sua indagine sulla figura ambigua che è Babbo natale.
Lévi-Strauss utilizza 2 metodi di indagine, una sincrotica, l'altra diacronica.
Cominciamo con quella sincrotica.
L'anno è il 1951, 6 anni dalla fine della guerra, l'America vincitrice della guerra si impone con prepotenza nel mondo, creando dei cambiamenti mondiali, è da questo paese che arriva la nuova concezione del natale, e soprattuto la figura di Babbo natale.
Come mai la comunità cristiana francese, e dietro di loro anche i protestanti, si accaniscono contro la figura di Babbo natale? Oltre Babbo natale nella festa del natale vi sono molti altri elementi pagani. Andiamo ad analizzarli brevemente.
Il vischio, è una sopravvivenza druidica; l'albero di natale con le luci, deriva da più elementi quali, il ceppo di natale, il quale era un ceppo di albero enorme che una volta accesso ardeva tutta la notte, i ceri natalizi, i quali dovevano durare sempre tutta una notte. Quindi se sono presenti questi altri caratteri pagani nella festa, perché ci si accanisce contro Babbo natale? L'autore del libro ci informa per prima cosa di chi è Babbo natale.
Babbo natale è vestito di rosso, il colore dei re; lo stesso nome Babbo, e il suo aspetto anziano, barba bianca, ci rimandano a pensarlo come un nonno, quindi dispensatore di doni o di punizioni; La sua figura non è legata ne al mito ne alla leggenda; l'autore ce lo propone invece come figura di una divinità, poiché viene venerato, ma ciò che lo distingue da una vera divinità è il suo essere venerato da una sola fascia di persone, i bambini, difatti dal loro credere a non credere più in lui, segna il passaggio dalla sfera infantile, a quella adulta; quindi un rituale di passaggio. Lévi-Strauss ce lo confronta con il rituale di passaggio dei Katchina, Indiani americani. I Katchina una volta l'anno si travestono da divinità katchina, che per loro sono dei bambini Katchina morti affogati, in ciò si nota l'associazione tra i morti e i bambini, che in futuro approfondiremo. Una volta travestiti, facendo ben attenzione a non farsi riconoscere dai propri figli, entrano nel villaggio, cominciano a ballare, ed elargiscono doni e rimproveri. Il passaggio verrà segnato dal momento in cui i loro stessi figli conoscendo la verità su chi si nascondesse dietro le maschere, lo attueranno a loro volta verso i propri figli. In ciò ritroviamo moltissime assonanze con il nostro Natale.
Perché questa premura verso i figli, fino a portarli a mettere in scena tutto ciò? Nei rituali vi è uno scopo pratico, mantenere l'obbedienza. Babbo natale sarà tanto più generoso in quel singolo giorno, quanto più obbedienti e buoni saranno stati i bambini. E che in quel giorno loro hanno il diritto di pretendere che gli vengano fatti doni. Questo perché vi è una transizione del ruolo dei bambini, vengono identificati con i morti, tutto ciò nasce da un ragionamento complesso. Per ora prendete per buono questo ragionamento lineare:
I morti vengono messi sotto terra, così come vengono messi sotto terra i semi, i semi sono la nuova generazione, la vita che deve sbocciare. I morti rispetto ai vivi sono altro, così come sono altro i bambini rispetto agli adulti, non avendo ancora un ruolo in società, quindi i morti sono i bambini. Cosa che viene fuori anche dalla tradizione di dare il nome del nonno paterno al proprio figlio. Il dono per i bambini non è altro che un dono che si vuole fare ai morti, e che quindi viene fatto ai bambini poiché in loro viene visto il morto. In tutto questo io aggiungerei che i bambini essendo associati ai semi, quindi agricoltura, il loro dispensatore di regali, Babbo natale, ha dalla sua una confluenza di più soggetti, e può essere associato ad una divinità agricola, che dispensa cibo e luce ai bambini.

Il fatto dei bambini del dover esigere regali in un giorno preciso dell'anno, nasce da un patto fatto tra i vivi e i morti, in cui i morti si vietano il ritorno, e i vivi per assicurarsi ciò si premurano di fargli doni annuali, doni di luce e cibo.

Lévi-Strauss a questo punto se non erro conclude l'analisi sincrotica, non posso controllare perché non ho il libro in questo momento però credo di aver detto tutto, spero di aver dato una spiegazione chiara. Ad ogni modo forse un giorno approfondirò anche l'analisi diacronica.

giovedì 15 gennaio 2009

Natale

Ho deciso che appena posso cerco di spiegare il libro di Babbo natale giustiziato, per quello che l'ho capito, però devo avere tepo e voglia. Per quanto ora abbia voglia, non ho tempo, mettendomici ora dovrei ripetere i concetti mentalmente, e soprattuto perdere tanto tempo.

mercoledì 14 gennaio 2009

Riassunto

Ho passato l'inferno per questi 2 esami.
Antropologia culturale
con i seguenti testi:

Razza e storia/Razza e cultura Lévi-Strauss Claude
Libro che consiglierei un po' a tutti, anche se non è una lettura facile per gli studi, specie razza e cultura.
In ogni caso i temi toccati dall'antropologo, da come si capisce dal titolo, è il rapporto della razza nei confronti della storia e della cultura. I problemi del razzismo, la nascita del perché del razzismo, e tutti i suoi derivati.
Storia dell'antropologia Ugo Fabbietti
Ecco questo non lo consiglierei manco morto. Cioè è un libro consigliato per chi studia antropologia, quindi in caso contrario non abbiate manie suicide non avvicinatevi per nulla al mondo a questo libro.
In ogni caso c'è una spiegazione del periodo storico in cui nasce l'antropologia, 1799 (data simbolica) sino agli ultimi esponenti dell'età moderna. Se non erro l'ultimo studiato dovrebbe essere Marc Augè.Sempre Lévi-strauss
Lo consiglieri a chi interessa l'esotico. Questo libro è un diario di viaggio scritto a 15 anni di distanza dall'autore di razza e storia razza e cultura. In questo libro vi è la malinconia dell'antropologo. Il periodo in cui avvengono i fatti scritti nel libro avvengono attorno alla seconda guerra mondiale in Brasile. Lévi-strauss oltre a raccontare le sue avventure, con una certa malinconia, approfondisce lo studio di 4 civiltà indiane "primitive"( e prendiamo il termine primitivo con le pinze eh!) e cioè i caduveo, bororo, nabikawara e i tupi kawahib.

E con questo libro abbiamo concluso l'esame di Antropologia culturale, fortunatamente l'ho passato!

Mentre invece per l'esame di Antropologia dei simboli, che tra l'altro è anche il campo in cui mi piacerebbe specializzarmi.
Quindi dicevamo per Antropologia dei simboli ho dovuto studiare questi testi:

Razza e storia/razza e cultura
Come sopra, è lo stesso testo.

Babbo natale giustiziato Sempre Lévi-strauss
Ad essere sinceri questo è il libro che mi è piaciuto di più, e non solo perché il più piccolo eheh.
L'autore di tristi tropici ci propone il mito di Babbo natale partendo da una notizia di giornale del 1951, in cui un gruppo di preti, davanti il sagrato della cattedrale di Digione, bruciano l'effige di Babbo natale sotto lo sguardo di bambini. Devo dire che questo libro piccolissimo è ricco di notizie, inoltre è l'unico libro, avuto per ora, in cui la prefazione è più grande del libro stesso, ed anche più difficile da comprendere.
In ogni caso lo consiglierei a tutti, è un libro piacevole. Il libro lo si finisce in un niente, il che non è male. Rivela i tratti pagani in un culto come è quello di Babbo natale.Lévi-strauss fuori di sé indovinate di chi è? se la risposta è Lévi-strauss sbagliato è del mio prof. di antropologia dei simboli, Marino Niola

Attraverso la raccolta di vari saggi scritti da autori diversi, in cui il punto di unione è il racconto dell'autore di razza e storia, della sua "corrente di pensiero" definita strutturalismo, delle critiche da lui ricevute e delle smentite a queste critiche. Il titolo è esternazione dell'influenza esercitata da Lévi-strauss non solo in campo antropologico, ma in tutti i campi possibili e inimmaginabili, come sociologia, psicologia, lettere, musica, arte, musica etc etc. Vi assicuro che l'elenco è ancora lungo. In ogni caso a parere mio, per la conoscenza che ho acquisito attraverso lo studio di questo autore, è venuta fuori una figura di un uomo quasi sacro, un santo antropologico lo chiamerei. A ricevuto critiche su tutti i fronti, ma in ogni caso il suo pensiero ha influenzato la società. L'unica critica che io gli farei, per quanto si possa definire critica un mio parere. Credo che Lévi-strauss in alcuni libri, e mi riferisco in particolar modo a Razza e storia/razze e cultura usi un linguaggio troppo complesso, per intendere in ogni caso concetti che si sarebbero potuti esprimere in modi più semplicistici, senza in ogni caso desacralizzare il suo pensiero. Mi riferisco in particolare a razza e storia/razza e cultura poiché, essendo libri contro il razzismo commissionati a lui dall'UNESCO, sarebbero dovuti essere libri per sensibilizzare le persone, e un linguaggio come quello che vi è in quei 2 libri, sono molto ostici per molte persone, vanno letti e riletti per comprenderne appieno il significato. E non sono libri per la persona comune. Non intendendo dire che io sia più intelligente di queste persone, tanto è vero che tutt'ora il significato di alcuni concetti mi è ancora ostico, ma lasciando intendere che la persona comune, volendo approfondire la propria cultura in merito alle razze, si troverà immerso improvvisamente in concetti, in molti casi lineari, scritti in maniera elegantissima, ma che non ti danno completamente il loro senso alla prima lettura. E invece per i temi trattati credo che il concetto dovrebbe saltarci alla prima lettura nella sua totalità.
In ogni caso questo è il pensiero di un Sig. Nessuno, che è per la spiegazione "papale papale", quella comprensibile dalla stragrande maggioranza.

Io credo che per stasera ho concluso, domani mi immergerò in un nuovo esame per il 16, in ogni caso sarà un'esame prova, quindi non ci spero molto.
Alla prox

Evvaiiiii!


Ho fatto i 2 esami di cui ho postato i libri qualche periodo fà, credo che stasera, se mi verrà in mente qualcosa, scriverò un nuovo post, giusto per festeggiare!

lunedì 5 gennaio 2009

Ne ho una vagonata

Storia dell'antropologia

Babbo natale giustiziato
Tristi tropici
Lévi-Strauss fuori di sé
Razza e storia - Razza e cultura



E ne avrei ancora molti, si lo sò a voi non fotte un cazzo di sapere quanti libri leggo, e io non sono qui per farmi bello e far vedere cosa studio, in ogni caso è solo una scusante per il mio assenteismo. In ogni caso, successivamente alla lettura di questi libri ci saranno nuove idee nella mia testolina, che poi andrò a illustrare in queste pagine.

giovedì 13 novembre 2008

Professori!che gente!


Dovessi dirvi chi mi viene in mente, quando penso ad una mia professoressa di università, mi viene in mente questa persona qui sopra. Ha molto in comune con questa professoressa qui. E' una professoressa così persa nei meandri della sua materia, che perde di vista ciò che è l'università.
Il tutto iniziò quando ci propose il suo piano di studi, nulla da obbiettare, magari il programma era, ed è, un po' eccessivo per un corso da 4 crediti, ma siamo li per apprendere. In ogni caso com'è e come non è, ci dice che il suo corso è stato cambiato in un corso da 8 crediti.
E noi? com'è possibile che senza che noi sapessimo niente, ci hanno cambiato un corso in 8 crediti?? non hanno idea che un'azione così semplice per loro è un dramma per noi studenti, vuol dire che dovremo seguire un corso in più per tutto l'anno, che finiremo l'anno con 4 crediti in più, e questi 4 crediti che fine fanno?? Sono cose che non si devono fare, specie senza comunicarcelo preventivamente!
Comunque facciamo notare alla professoressa tutte le nostre obiezioni e domande, alla quale lei, logicamente, non sa dare risposta.In ogni caso avrebbe riferito tutto al rettore e ci avrebbe informato.
Il giorno dopo
"ragazzi ho parlato con il rettore, mi ha comunicato che il vostro rimane un corso da 4 crediti, però, io il programma l'ho diviso per un'anno intero, e l'esame sarà solo a fine anno".
Ora spiegatemi voi che senso ha questo?il corso è sempre quello, il tempo di durata del corso uguale, il programma stesso, cosa cambia?? I CREDITI!! ma se è tutto uguale tanto vale che ci tenevamo gli stessi crediti no???
Ridomandiamo e chiediamo, la professoressa non ci sa dare risposte, come sempre, in ogni caso chiederà a chi di dovere, e ci farà sapere.
La settimana dopo
"ragazzi ho parlato con il rettore, mi ha fatto notare, giustamente, visto che il vostro è un corso da 4 crediti, sembra giusto farvi fare l'esame nella prima sessione d'esami, quando farete anche gli altri esami da 4 crediti, però visto che il mio programma prevede, che quello che verterà sul vostro esame io lo spiegherò il secondo semestre, non perdetevi le lezioni del
secondo semestre, se no non potrete fare l'esame nel migliore dei modi.
Mi sto chiedendo, se la professoressa, abbia davvero detto, ciò che ha detto!Non trovo cosa sia cambiato!tranne il fatto che seguiremo un corso per un semestre senza presenza e senza obbligatorietà, che abbiamo perso i 4 crediti degli iniziali 8, che l'esame del primo semestre non potremo farlo, perché, ciò che ci interessa lo spiegherà nel secondo semestre. Ditemi voi se questo programma che ci stava propinando la professoressa era un programma o una presa per il culo!
Riprotestiamo e chiediamo , come sempre non ci sa dare risposte, ma "chiederà". (mi chiedo se davvero andava a domandare a qualcuno oppure buttava un dado per ottenere risposte!)
Il giorno dopo
Ragazzi mi è stato fatto presente, che se voi farete l'esame alla fine del primo semestre, sembra giusto, che io parli del vostro programma di studi, prima del vostro esame.
Sia resa gloria!