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sabato 16 maggio 2009

Riassumendo

Ho letto questo libro, a parte tutto ciò che penso di Lévi-Strauss, e quello che ho pensato leggendo questo libro.
Vorrei dire, che cercando di riassumere molto molto molto il capitolo che parla realmente del mito, cioè il capitolo numero 4, si può riassumere con questa frase:
Il mito è la storia dei popoli senza scrittura.
Detto questo se ne potrebbe tirare fuori un discorso, ma ciò non toglie che è tutto riassunto con questa frase.

venerdì 13 marzo 2009

Proviamoci Prima parte


Allora avevo promesso poco fa di scrivere 2 post, cominciamo col primo e vediamo se riesco a fare qualcosa di buono. Se vi sembrerà un po' ostico è perché l'ho scritto sul cellulare senza badare troppo alla forma, ma per fissare i concetti che mi venivano in mente. Cercherò di esprimermi al meglio:
Evoluzione, tutte le specie evolvono, volenti o nolenti vi è un'evoluzione. Dal canto mio vedo un parallelismo tra evoluzione della specie e l'evoluzione delle civiltà, o meglio della società. Nel senso che così come ogni specie si adatta come meglio può all'ambiente in cui si trova così la società stabilisce una propria evoluzione per adattare la società all'ambiente, e logicamente questa evoluzione che si può avere con tante variabili finirà per prendere la una strada tra le tante. Diremo quindi che la società occidentale ha scelto per un'evoluzione tecnologica scientifica, ma ciò non toglie che se una società diversa ha optato per un'evoluzione della parentela o tra il legame trale persone, o in qualsiasi altro modo, ciò non indica una superiorità o inferiorità di una cultura verso un'altra.
Dicevamo che l'evoluzione biologica si muove per vie diverse ad assolvere le proprie necessità, condizioni diverse portano a evoluzioni diverse.
I pesci servono per nuotare, gli uccelli servono per volare e l'uomo a cosa serve? Perché vi è stata un'evoluzione delle scimmie in uomini nel passato e invece oggi non accade che le scimmie si evolvano in uomini? Questo è il pensiero di un mio amico che mi mostrava le sue perplessità .
La mia risposta alla prima domanda è:
Uccelli e pesci, non servono per volare o per nuotare, non se ne frega un cazzo a nessuno se un pesce nuota. Quindi bisogna dire che in realtà la loro evoluzione gli ha fatto sviluppare a pieno in una determinata direzione una certa caratteristica (non so se è chiaro). Questo loro sviluppo di una certa caratteristica si è avuto per il preservare la propria specie. Credo che questo sia abbastanza chiaro.
Il ruolo dell'uomo sulla terra (pensiero abbastanza semplicistico) è identico a quello di tutti gli altri esseri viventi, e cioè, preservarsi.
Il ruolo di ogni specie vivente su questo pianeta è quello di far si che la propria specie vada avanti, che per ogni generazione che muore ce ne sia una che la sostituisce.
Quindi la frase iniziale che recitava:
l'uccello serve a volare
dovrebbe cambiare in questa molto più semplice:
Caratteristica degli uccelli è volare.
Quindi la caratteristica dell'uomo è quella di pensare, nel senso che ciò che ci distingue dalle altre specie di esseri viventi è ce noi pensiamo. Abbiamo scelto di sviluppare al meglio la via del pensiero (anche se oggi mi viene il dubbio che abbiamo sbagliato vedendo come vanno le cose) (so che molti che leggeranno avranno da ridire, dicendo che anche gli animali pensano, verissimo non lo metto in dubbio, ma anche noi nuotiamo, ma lo facciamo bene come lo fanno i pesci?non credo. Credo di aver risposto anche a chi avrebbe potuto avere da ridire su quest'ultimo concetto, spero).
Tornando alla discussione principale, e cioè Evoluzionismo-Creazionismo in contrapposizione, per come li ha messi in contrasto la signora della circumvesuviana, e che ha dato il via a questo post.
Parlando del Creazionismo dobbiamo dire che:
Il Creazionismo, detto velocemente, è quella corrente di pensiero che crede nella creazione dell'universo e della vita dell'uomo da parte di Dio.
Questa corrente è basata su prove empiriche, non dimostrabili scientificamente, poiché mancano prove oggettive, richiede solo la fede da parte dei credenti.

Per ora mi fermo qui, proverò a finire il prima possibile questo discorso perché credo sia abbastanza importante. In ogni caso spero cominciate a farvi un vostro pensiero in merito all'argomento, anche se vi viene da dire che ho scritto un casino di stronzate mi sta bene!

lunedì 22 dicembre 2008

Narciso

In realtà questo post si sarebbe dovuto chiamare Ego. Però Narciso comincia a far capire una parte del discorso, e cioè quella del mettere la propria persona davanti a qualsiasi cosa, poichè noi tutti siamo innamorati di noi stessi. Chiunque senza esclusione di nomi. Molte persone cercano da sempre il senso della vita, io ho notato, che, in realtà l'unico senso che attribuisco alla vita, non è altro che la nostra voglia di riempire il nostro ego.
Tutto ciò che facciamo in vita, lo facciamo solo per riempire il nostro ego smisuratamente.
Quanto più è grande lì'azione da noi svolta, tanto più ci sentiamo orgogliosi di noi stessi.
Non esistono azioni veramente disinteressate, perchè, anche quando rimaniamo nell'anonimato per un'azione da noi svolta, noi sapremo sempre di averla svolta, avendo quindi un'immolazione personale all'ego.
Molti fanno azioni così grandi per essere ricordati anche dopo la loro morte, il loro riconoscimento da parte di altri ricadrà sui figli, quindi loro continueranno ad essere elogiati anche successivamente, cosa c'è di più strano? Fare grandi azioni per continuare a vivere nell'immaginario delle persone anche successivamente alla propria morte, quindi continuare a vivere in un certo senso nella mente degli altri.
Una cosa non sparisce completamente se non viene dimenticata comlpetamente da tutti, o quando non se ne parlerà più di quella cosa.
Il nostro ego, fa in modo che non ci sia un annichilimento della nostra essenza.
Siamo un mondo di Narcisi, continuamente innamorati di noi stessi, tendiamo sempre più a distinguerci da chi ci è simile, per essere ricordati, e ad omologarci a chi ci è distante per sentirci parte di un gruppo.

martedì 9 dicembre 2008

Voglia di andare oltre

Molti non possono proprio farne a meno.
Al giorno d'oggi, la droga, gli steroidi, gli integratori, e qualsiasi altra sostanza assumiamo per avere in ogni caso prestazioni migliori, o per non essere al di sotto della nostra forma fisica, sono alla portata di chiunque voglia assumerle.
Credevamo che la nostra vita non fosse altro che un palcoscenico, dove ognuno di noi interpretava la propria parte. Ma al giorno d'oggi il tutto si è spostato dal palcoscenico, al campo da gioco, all'arena.
Non siamo più attori di vita, ma sportivi di vita.
Non possiamo fare a meno di abusare di medicinali, e quant'altro che possa fare in modo da non farci apparire debilitati, o fuori forma. Siamo in continua sfida fisico/mentale con chiunque.
Ma non possiamo certo meravigliarci, oltretutto questa nostra "passione" per le droghe e soprattutto per gli steroidi non è certo cosa recente, oppure degli ultimi 50 anni. Già al tempo dei greci, per le Olimpiadi, c'erano controlli antidoping fatti dai sacerdoti di Zeus.
Siamo tutti continuamente sotto giudizio di giudici pedoni, giudici autisti e chiunque altro ci guardi.
Non giochiamo più per il semplice gusto di farlo, per divertirci, o qualsiasi altra boiata ci racconta il perdente della situazione, noi giochiamo e abbiamo sempre giocato per vincere, solo che al giorno d'oggi lo facciamo anche fuori dal campo sportivo.
Andiamo oltre non per superare i nostri limiti, ma perché cazzo ci piace sentirci acclamare e lodare per ciò che abbiamo fatto. Alla fine si riduce tutto al nostro semplice e fottuto Ego!

giovedì 4 dicembre 2008

L'Uomo si è fatto Dio



Prometeo ruba il fuoco a Zeus, ne fa dono all'uomo, e da quel momento l'uomo si è fatto simile agli dei.
Zeus punisce Prometeo per l'eternità.
Zeus fa ciò, perché ha paura ora dell'uomo, si è fatto più simile a lui.
La scoperta più importante che l'uomo abbia mai fatto, il Fuoco, oggi alla mercé di chiunque, ma nella mente di tutti pensando al fuoco, viene in mente il suo potere distruttivo; la sua forza.
Siamo uomini, ma nella mia mente viene sempre, insistentemente il pensiero che l'uomo si è creato a immagine e somiglianza di un Dio creato da lui.
I dieci comandamenti per esempio, sono stati scritti dall'uomo, sotto comando divino per alcune persone, ma ciò non toglie che siano stati scritti sotto mano umana.
Dalla scoperta del fuoco l'uomo a cominciato a piegare a sé gli elementi naturali, e così facendo si avvicina sempre più a quella scintilla divina.
Onniscienza, ubiquità, onniscienza tutte tappe che l'uomo in un modo o nell'altro cerca di raggiungere. Il tutto si riduce ad un'invenzione, che se vogliamo essere buoni la datiamo 1991, 1969 se vogliamo essere precisini, quest'invenzione è Internet.
Oggi internet è il nostro fuoco di prometeo, anzi, il nostro fuoco all'ennesima potenza.
Con internet possiamo essere in più luoghi contemporaneamente, se non a livello fisico, a livello mentale, con internet chiunque può monitorare le previsioni metereologiche, a distanza di giorni possiamo sapere cosa avviene in tutto il mondo, possiamo inoltre avere accesso alla conoscenza, se non a tutta, al 90% di tutto ciò che si è detto, fatto, scritto.
La nostra conoscenza aumenta giorno dopo giorno, tramutandoci, piano piano, tutti in piccoli dei.
Sarà giusto o sarà sbagliato, ma, oggi stiamo studiando modi per la clonazione, per viaggi nel tempo, osserviamo sempre più le immensità dell'universo e riusciamo a studiare cose più piccole di un elettrone.
L'uomo ha Dio come punto di arrivo e la scimmia come punto di partenza, tendiamo sempre più ad una trasformazione che ci possa portare alla creazione di altro.

mercoledì 26 novembre 2008

Dr. Jekyll and Mr. Hyde


Siamo davvero noi stessi? Ognuno di noi è -uno nessuno e centomila-; siamo noi stessi in diversi contesti, casa; lavoro; palestra, uscite con amici. Ognuna di queste volte siamo noi stessi, anche se i nostri comportamenti cambiano; cambia l'atteggiamento, cambia il modo di parlare. Allora mentiamo?recitiamo?No per niente; mettiamo in luce la parte più consona al momento. Siamo persona che si chiedono cosa la società vuole da noi. Anche le persone che ai nostri occhi appaiono insolite, strane o altro, non fanno altro che omologarsi e a comportarsi così come il loro gruppo impone. Ma siamo sicuri di essere totalmente noi stessi? Ogni atteggiamento che adottiamo, ogni maschera che indossiamo è una parte di noi, non a caso, ho usato la parola maschera, perché questo facciamo, indossiamo 1, 10, 100, 1000 maschere nella nostra vita, ma non siamo noi stessi realmente in nessuna di esse, o forse si? E' proprio questo il punto, l'impossibilità della verità, non c'è vero o falso, non c'è bene o male, c'è il punto di vista con cui si identificano le cose. Agiamo in modo incondizionato e inconsapevole, c'è sempre nascosta una parte della verità, o della menzogna, se me la concedete.
Ho chiamato questo post Dr.
Jekyll and Mr. Hyde, perché credo che mostri bene la dualità dell'uomo (oltretutto la dualità è del diavolo se ci pensiamo), il dr. jekyll, razionale; buono; direi quasi pulito; controllato. Mr. Hyde, impulsivo; cattivo; sporco dentro; che libera i propri impulsi. Ma quale dei 2 è quello vero? entrambi, non è quello buono ne quello cattivo, fanno parte dello stesso essere, ora chi è però più reale tra i due? chi è che si è tolto la maschera per poter urlare in faccia al mondo: "Io vivo veramente, come si dovrebbe!", credo il secondo dei 2, la parte cattiva, ma poi cattiva per chi? Agisce liberamente, senza condizionamenti della società, senza vergogna e pudore alcuno.
Da oggi fate uno sforzo, pensate ogni qual volta che vi trovate in un contesto sociale, e cioè sempre, provate a pensare a quello che vorreste fare veramente, e il
perché non lo fate, pensate a come vorreste spaccare la testa a quei clienti che mettono tutto in disordine, o a come vorreste fare qualsiasi altra cosa; e chiedetevi perché non la fate, perché utilizziamo la parola: "non è etico"; pensiamo a tutte le azioni autonome che facciamo senza accorgercene, e capiremo che anche la persona che si ritene fuori dalla società è condizionato dalla stessa società per il suo comportamento.

domenica 23 novembre 2008

Battito d'ali




La teoria del caos; per come la vedo io, solamente un'effetto a catena; un domino; ciò che accade da un semplicissimo atto può portare a catastrofi inimmaginabili; così come può non portare a nulla. Ma è giusto parlare di caos? Io non ci trovo caos, ma linearità, tutto va; perché deve andare.
Un cane, prova ad uscire dalla sua porticina, il lucchetto si rompe, la riesce ad aprire quindi, esce, incontra un gatto, lo insegue, arriva in una piazza con tanti bambini che giocano, guarda una palla rimbalzare, la prova a prendere, finisce nell'acqua di una fontana con la palla, si inzuppa, torna a casa, si butta sul letto del padrone bagnandolo tutto.
Nel nostro caso il battito d'ali è dato dal lucchetto che si rompe, senza di quello tutto il resto, non avrebbe modo di agire sul nostro soggetto; Io non ci trovo caos, ma azione reazione, la pallina che scivola su un ripiano inclinato, non arriverebbe alla fine del ripiano se c'è un blocco. Sarebbe potuto andare in milioni di modi diversi, il gatto che non passa, i bambini che non giocano, anche il semplice volere del cane di uscire di casa, ma ciò non toglie che, è andata come è andata, per il semplice fatto che così sarebbe dovuta andare, se la porticina del cane non si fosse aperta, il cane non sarebbe uscito di casa, ciò perché sarebbe dovuto andare così. Tutto avviene, perché ogni singolo elemento, ha una propria linearità di agire, che si scontra con la linearità di agire di altri elementi, un'azione reazione, scontrata con azione reazione di altri soggetti. Uno schema più grande di ciò che il nostro cervello possa comprendere, e forse è proprio li il caos, non le azione dell'evento, ma la nostra non comprensione totale; degli avvenimenti che potranno avvenire, dal semplice battito d'ali di una farfalla.

giovedì 20 novembre 2008

Memorie d' espansione



Ho un pensiero, un
pò di tempo fà, partecipando ad una lezione di Marino Niola, in cui parlava di alcuni suoi articoli pubblicati sulla repubblica,in cui trattava dei nuovi miti d'oggi.Lui analizza 5 punti chiave della società contemporanea,che sono, secondo lui,
1
Ipod, Youtube
2 Blog
3
Piercing
4
Memorycard
5
Suv
Stò perdendo di vista, l'argomento.Dicevo,ascoltando questa lezione,e in particolar modo, quando parla di mermorycard,mi son detto, che oggi, questi piccoli pezzettini di plastica e qualche circuito,hanno preso il posto della vecchia potenza sessuale dell'organo maschile,mi spiego meglio, una volta, e non parlo di chissà quanti anni fà,io stesso ho solo 19 anni.Dicevo anni fà tra bambini ci si confrontava,sfidava quasi, a chi lo aveva più grande,era quasi uno scontro di testosterone,di potenza, di semplice orgoglio della propria "mascolinità",ci si prendeva in giro, ci si vergognava.Oggi ho notato, almeno per quanto riguarda la mia cerchia di conoscenti, che ci si confronta come allora, solo che a prendere il posto dell'organo sessuale è stato questo pezzettino di plastica. Ciò riguarda, così come quando io ero ragazzino, soprattutto i ragazzi,logicamente in maggioranza rispetto le donne(almeno per quelli che conosco io) per quanto riguarda l'uso della tecnologia. Chi di noi non si è sentito dire: "hai solo 2 gb di ram?" o anche "il tuo cell quanta memoria ha?" "solo un gb? ed è pochissimo!io ho la scheda da 2 gb!"
Ora, a parte il fatto, che mi chiedo cosa te ne fai di 2gb sul cellulare.Ci troviamo a
confrontarci continuamente con chi ha sempre più memoria di noi, a chi lo ha più "lungo", a chi ne ha di più e non sà come usarla,a chi ne ha poca, e ne vuole di più.
Soprattutto c' è un continuo andamento in senso contrario di grandezza dell'oggetto materiale, e grandezza della memoria virtuale,uno è uguale è contrario rispetto l'altro, quanto più la grandezza fisica è piccola ,la grandezza virtuale deve essere grande.Si è passati dalla lunghezza "fisica"del'organo maschile, alla grandezza virtuale della memoria.Si può parlare quasi di un'estensione fisica. Di diventare cyborg, cyborg di grandezza e lunghezza virtuale.Ci riempiamo di oggetti piccoli che abbiano tanta memoria,la ostentiamo questa memoria, ce ne sentiamo orgogliosi.Oggi ci misuriamo in memoria, in un computer la prima cosa che chiediamo è quanta memoria ha. Oggi tutto ha memoria, rinchiudiamo in piccole cose grandi sentimenti,oggi un compleanno,ieri un matrimonio.Cataloghiamo,differenziamo,etichettiamo cose che non vedremo per tanto tempo,che verrà rimosso dalla nostra Memoria, con la M maiuscola. Un passaggio, un cambio di testimone, dalla nostra Memoria, ad una memoria che non ha anima,che non ha pensiero.Ad una memoria che ricorda senza sapere, senza differenziare, un contenitore freddo, per contenuti caldi, preziosi.
Ci sarebbe ancora molto da dire, ma rischierei di ripetermi, o di confondermi. In ogni caso questa società
contemporanea, io la definirei società della memoria piccola.


Vi rimando a chi ne capisce più di me, questo è il link degli articoli di
Niola, sono molto piacevoli come lettura Articoli